Menzione speciale della giuria del premio Riccardo Cassin “Città di Lecco” per l’iniziativa organizzata dall’associazione Lo Sport è vita

di Marco Confortola lo scorso 13 settembre, quando centoventi persone,

tra cui cinquanta bambini delle scuole della Valfurva,

sono salite sulla cima del Pizzo Tresero in compagnia dell’alpinista

 

Domenica 22 novembre la premiazione al Teatro della Società di Lecco,

alla presenza di una rappresentanza dei bambini

che hanno partecipato all’evento

 

 

 

Non era destinata a spegnersi tra i monti dell’alta Valtellina l’eco dell’evento organizzato lo scorso 13 settembre dall’associazione “Lo Sport è vita” di Marco Confortola. A distanza di due mesi, quella memorabile giornata in cui centoventi persone, tra cui cinquanta bambini della Valfurva, sono salite sulla cima del Pizzo Tresero in compagnia del famoso alpinista, si è infatti meritata una menzione speciale della giuria del premio Riccardo Cassin “Città di Lecco”, l’importante riconoscimento che porta il nome del grande scalatore scomparso a cento anni il 6 agosto scorso.

 

La premiazione è prevista per domenica 22 novembre al Teatro della Società di Lecco (piazza Garibaldi, ore 17.30, ingresso libero), nell’ambito della giornata organizzata dalla Fondazione Cassin in memoria del grande Riccardo. Oltre a Nicoletta Pellegrini, membro dell’associazione “Lo Sport è vita” che ha presentato la candidatura, saranno presenti in sala anche alcuni bambini della Valfurva in rappresentanza di tutti i loro “compagni di scalata”.

 

Per Marco Confortola si tratta di un successo particolarmente importante. Il famoso alpinista valtellinese era infatti legato a Riccardo Cassin da una lunga e sincera amicizia, e l’idea di poter unire il nome della propria associazione a quello di “nonno Riccardo” è per lui motivo di grande orgoglio:

 

“Ho fondato Lo Sport è vita con l’intento di diffondere tra i più piccoli il valore educativo e formativo dello sport – spiega Confortola -. A poco a poco, parlando a platee di studenti, stando tra i giovani e organizzando la tradizionale uscita di settembre con i piccoli della mia Valfurva, ci sto riuscendo. So che nonno Riccardo sarebbe contento di vedere il lavoro che faccio con le nuove generazioni: lui amava molto i bambini e ha sempre sostenuto l’importanza di educarli fin da subito al rispetto e all’amore per la montagna e per lo sport. Dedico questa menzione, che per me ha un significato speciale e per la quale ringrazio di cuore la Fondazione Cassin, alla memoria del grande Riccardo e a tutti i miei bambini, senza i quali niente di tutto questo sarebbe stato possibile”.   

 

 

Valfurva (So), 19 novembre 2009

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